Teatri di Siena

Luogo

Teatro dei Rinnovati, Siena

Data

10 Aprile, 2026
ore 21.00
11 Aprile, 2026
ore 21.00
12 Aprile, 2026
ore 17.00

Durata

-

Abbonamento

SIPARIO ROSSO

People, places & things

Lo spettacolo racconta in modo intenso e frammentato il percorso di recupero da dipendenze, mescolando il dramma personale a elementi metaforici e teatrali. La storia ruota attorno a Emma (che in seguito rivela il suo vero nome, Sarah), una donna afflitta da alcolismo e tossicodipendenza, che si trova in un centro di riabilitazione dove partecipa a gruppi di terapia. Emma lotta contro la dipendenza insieme agli altri membri del gruppo (tra cui personaggi ironici come Mark, Paul e altri), condivide le proprie esperienze dolorose, i fallimenti e le difficoltà di uscirne. Emma/Sarah è costantemente divisa tra il personaggio che interpreta e la sua vera identità. La sua difficoltà a riconoscere se stessa, a volte vedendosi come la protagonista del “Gabbiano di Cecov”, riflette il conflitto interiore tra la maschera sociale e il dolore reale. Attraverso le sessioni di gruppo della protagonista, lo spettacolo mette in luce sia il potere catartico della condivisione sia le tensioni, le resistenze e i momenti di crisi che si manifestano quando si cerca di abbandonare vecchi schemi comportamentali. Lo spettacolo suggerisce che la vita stessa può essere vista come una performance in cui i ruoli, le maschere e la recitazione influenzano la percezione della realtà.

Lo spettacolo racconta momenti di confronto emotivo e scontri verbali: Emma è resistente a partecipare al gruppo di recupero, esprime rabbia e frustrazione, e si confronta sia con i terapeuti che con i membri del gruppo. Le dinamiche familiari emergono con forza, in particolare nel rapporto conflittuale con i genitori, che rappresentano il passato doloroso e i legami non risolti. Attraverso dialoghi intensi e momenti di profonda vulnerabilità, la protagonista si svela, alternando momenti di disperazione a istanti di presa di coscienza e desiderio di cambiamento. Nonostante le difficoltà, il gruppo di terapia diventa uno spazio dove si cerca di superare il senso di impotenza, di rinascere, accettando le proprie fragilità e abbracciando il presente. Verso la fine, Emma tenta di mettere in pratica le lezioni apprese, culminando in una sorta di performance sul palcoscenico che simboleggia il suo risveglio spirituale e la consapevolezza del valore della vita. In sintesi, il copione è un ritratto crudo e poetico della lotta interiore e della rinascita personale, dove il confine tra vita e rappresentazione si fa sottile e l’unico modo per proseguire è abbracciare il caos e dire “sì” alla vita, nonostante le incertezze e le ferite del passato.

Note di Regia

Le cose, i posti, le persone che abbiamo incontrato nella nostra vita sono le pietre miliari del nostro viaggio su questa terra. Possono rappresentare momenti cui torniamo con gioia o che facciamo di tutto per dimenticare ma di certo racchiudono delle parti di noi, della nostra memoria, che a volte abbiamo paura di affrontare. Questo testo parla di tutto ciò che facciamo per evitare di guardarci dentro, di tutto quello che usiamo per farlo e di come sia possibile una volta toccato il fondo rinascere se ci prendiamo cura delle nostre ferite.

Pierfrancesco Favino

Incontro con il pubblico

Sabato alle ore 18.30 nel foyer del Teatro

Crediti

Anna Ferzetti
PEOPLE, PLACES & THINGS
di
Duncan Macmillan
traduzione
Monica Capuani
con
Betti Pedrazzi
Thomas Trabacchi
Totò Onnis
e
Luca Massaro
Gabriele Badaglialacqua
Sofia Capo
Marta Morgavi
Giorgio Stefani
Maria Giulia Toscano

scena
Luigi Ferrigno
costumi
Roberto Chiocchi
regia
Pierfrancesco Favino